Una volta che il sito è online, è fondamentale monitorarlo: sia dal punto di vista di traffico e conversioni che dal punto di vista tecnico.

Il SEO Audit rappresenta un’attività fondamentale da svolgere sul sito per non incorrere in problemi di posizionamento e/o perdita di traffico. Vediamo come e perché farlo.

SEO Audit: perché è importante e da dove partire

Con SEO Audit intendiamo un’attività di analisi tecnica e strutturale sulla situazione di un sito già online: una sorta di check-up.
Tra i vari punti da considerare troviamo anche posizionamento, mercato di riferimento, competitor, contenuti del sito: ma in questo articolo ci occuperemo degli aspetti più tecnici dell’Audit SEO.

L’analisi tecnica

L’obiettivo dell’analisi tecnica è di scovare, e risolvere, tutti quegli errori che potrebbero penalizzare il posizionamento del sito, rallentare o peggiorare l’esperienza dell’utente.
Si parte solitamente dall’analisi della sitemap al fine di capire com’è organizzata la struttura del sito, quindi si passa all’analisi del codice per controllare se ci sono errori nella compilazione dei tag.

Questi passaggi sono fondamentali soprattutto se vengono utilizzati dei CMS con template non ottimizzati lato SEO. Spesso infatti capita che, o per errori nel codice o per template obsoleti, il sito che state analizzando presenti errori, risolvibili con una verifica tecnica.
È possibile affidarsi a diversi tool online, come Google Page Speed, Screaming Frog, SEOZoom, SEMRUSH, Ahref.

Vi proponiamo alcuni aspetti a cui fare attenzione:

  • URL: come sono scritte e organizzate le URL? Ci sono pagine pesanti da caricare?
  • Title: ogni pagina ha il suo title? Il title coincide con l’h1? Ci sono pagine con lo stesso title? Il title ha una lunghezza appropriata?
  • Meta description: è presente una metaD per ogni pagina? Rispetta la lunghezza suggerita da Google? Ci sono pagine con la stessa descrizione?
  • ALT Immagine: tutte le immagini hanno il proprio attributo ALT?
  • Paragrafi: ci sono pagine con più di un h1?
  • Canonical: come è organizzato il rel canonical?
  • Link interni: ci sono pagine con troppi link al loro interno? Tutti i link interni puntano verso pagine raggiungibili?
  • Link esterni: come sono organizzati i link esterni? Hanno attributo nofollow?
  • Redirect: ci sono redirect 302? I 404 sono ben gestiti?
  • Dichiarazioni di lingua: tutte le pagine hanno la dichiarazione della lingua?
  • Referral: quale percorso fanno gli utenti arrivando sul sito?

Quali tool scegliere?

Per velocizzare l’Audit SEO e aiutarti nell’analisi tecnica, puoi affidarti a diverse tipologie di strumenti, iniziando con quelli che ti offre Google.

Per esempio puoi analizzare le performance del sito sia da desktop che da mobile con Google Page Speed: lo strumento suddivide l’analisi in alcune categorie, per aiutarti nella verifica e nella risoluzione dei problemi (evitare reindirizzamenti delle pagine di destinazione; abilitare la compressione; sfruttare il caching del browser; ridurre il tempo di risposta del server; se necessario, soprattutto quando sono in HTTP minimizzare CSS; minimizzare l’HTML; minimizzare il JavaScript; eliminare il JavaScript e CSS che bloccano la visualizzazione nei contenuti above-the-fold; ottimizzare le immagini; dare la priorità ai contenuti visibili).

Tra gli altri tool utili per analizzare le performance di un sito ti segnaliamo Lighthouse o, fra gli esterni a Google, GTMetrix.

Fra i tool invece utili per velocizzare l’analisi tecnica del sito, ti consigliamo di provare SEOZoom, SEMRUSH, Ahref (per l’analisi dei link), Screaming Frog (per l’analisi soprattutto della struttura e dei link interni)

Tutto chiaro?

Adesso dovresti avere più chiaro che cosa si intende con Audit SEO, da cosa e come partire per fare un’analisi del sito, tuo o di un competitor.

E se dovessi avere ancora qualche dubbio o se quanto ti abbiamo proposto è lontano dalla tua esperienza, contattaci per valutare insieme lo stato di salute del tuo sito e le azioni da intraprendere per migliorarlo.