Vuoi promuovere on line la tua attività e pensi che sia più conveniente farlo direttamente tu, così da poter risparmiare su un professionista del settore?
Eccoti alcune considerazioni che dovrai sempre tenere a mente.

Come creare un sito web gratis professionale?

Se vuoi la risposta breve è facile: non si può. Ma se ti interessa approfondire ecco perché.

Il primo approccio

Su internet troverai varie piattaforme gratuite e dovrai fare la tua prima scelta: ti servirà consultare varie guide per capire quale CMS si adatta meglio alle tue esigenze e alla tua attività. Non è poi così facile perché questa tua scelta ti impone di avere già le idee chiare sui contenuti che vorrai pubblicare ma soprattutto implica che tu abbia delle basi di programmazione in HTML, CSS, Javascript e altre nozioni legate ai siti internet in generale.

Non tutto è gratis

Dovrai innanzitutto acquistare un dominio e uno spazio web, normalmente stiamo parlando di cifre che partono da circa 60 ad un centinaio di Euro ma in rete si trovano anche servizi di hosting illimitato già da 10 euro all'anno e dovrai riuscire a valutare quale livello di servizio offrono e se sono idonei per la tua attività. A queste dobbiamo poi aggiungere la spesa del tema grafico che più ti soddisfa: alcuni sono gratuiti ma nella maggior parte dei casi si parte da una quarantina di Euro a salire. Non dimenticare poi che se non sei in grado di programmare ti ritroverai molto probabilmente ad utilizzare dei plugin e, anche in questo caso, solo quelli freemium o premium sono normalmente affidabili, salvo poche rarissime eccezioni. I costi quindi salgono in fretta.

Le tue ambizioni

Navigando tra un sito e l'altro ne vedrai alcuni bellissimi, altri che beh, insomma..potevano venire meglio. La considerazione oggettiva è che solitamente affidandoti a professionisti del settore raramente verrai deluso mentre se vuoi creare da solo il tuo sito devi tenere a mente che anche Giotto si è dovuto esercitare molto per disegnare un cerchio perfetto.

I contenuti

Se sei riuscito a trovare la piattaforma giusta per te, a scegliere la grafica del tuo sito e a decidere quali sono i tuoi obbiettivi hai già fatto sicuramente tanto lavoro...ma sappi che sei ancora solo all'inizio poiché una parte molto importante è quella legata alla produzione dei contenuti che vorrai inserire nelle tue pagine e sopratutto alla strategia che si cela dietro di essi per far sì che il tuo messaggio arrivi correttamente agli utenti giusti: il tuo sito web è uno strumento di comunicazione e dovrai essere tu a scoprire il target a cui vuoi arrivare ed il tipo di comunicazione da mantenere

Visibilità del tuo sito

Hai mai sentito parlare di SEO, remarketing, retargeting o, più in generale, di Inbound Marketing? Dovranno diventare il tuo pane quotidiano se vorrai davvero promuovere la tua attività tramite il web. I professionisti di questo campo sono persone che hanno investito parecchio tempo in corsi ed aggiornamenti perché internet non è un sistema statico ma in continua evoluzione.

Non dimenticare i social

Se prima di intraprendere questa avventura hai chiesto preventivi o informazioni credo che qualsiasi agenzia web o professionista ti abbia fatto presente l'importanza dei social e della loro gestione...ed è proprio così! Nel tuo sito dovranno esserci i collegamenti ai network da te scelti e anche questi hanno bisogno di manutenzione, infatti dovranno essere periodicamente aggiornati e ravvivati tramite articoli e condivisioni, ancora meglio se affiancati a campagne dedicate a promuovere il tuo lavoro.

Conclusioni

Tutt'altro che facile vero?! Probabilmente se hai molta dimestichezza con il computer ed internet non avrai avuto grossi problemi, ma in tutti i casi le ore richieste per ottenere un buon risultato sono sicuramente state parecchie.

Più spesso di quanto uno possa pensare siamo stati contattati da chi, come te, ha deciso di intraprendere la strada del fai da te con tanto entusiasmo ma poi, a causa dei vari ostacoli e dei limiti personali o professionali, ci ha chiesto un aiuto per cui è bene chiarire quanto segue:

Spero che questo articolo ti chiarisca le idee, che ti abbia aiutato a comprendere i passaggi fondamentali per la creazione di un sito e se davvero è nelle tue corde il fai da te. Avrai inoltre qualche strumento in più per interpretare meglio i preventivi ricevuti da un professionista o un'agenzia.

Se non ami il fai-da-te e vuoi affidare a noi la visibilità della tua azienda sul web contattaci subito.

Cosa c’è di più bello di coltivare le proprie passioni? Provare a farle diventare un lavoro! Sì perché non c’è niente di più gratificante che vedere il risultato del proprio impegno realizzarsi in una crescita professionale oltre che personale. Per questo motivo abbiamo pensato a qualche spunto utile per chi inizia, come food blogger, o per chi ha già iniziato ma cerca consigli per proseguire meglio.

Diventare food blogger: da cosa partire

Sito web, Facebook, Instagram, Pinterest, YouTube: giusto un elenco delle piattaforme e degli strumenti con cui un food blogger può farsi conoscere. Con questo non vogliamo dire che devi per forza gestire un account su ogni social, ma certamente dovresti valutare di aprire un sito web tutto tuo e decidere con quali social partire.

Sì, partire, perché poi magari deciderai di ampliare la tua presenza social con calma e strategia!

Scegli la cucina che fa per te

Siti, social, forum: ci sono così tante risorse disponibili online, come potersi distinguere?

È necessario scegliere il tipo di ricette che fanno davvero per te: se trovi il settore in cui sei più preparato e ti specializzi in quello, il tuo blog sarà più settoriale ma anche più seguito dai tuoi fan! Puoi puntare su un particolare tipo di cucina: etnica, vegetale, tradizionale di una regione d’Italia o quella che ti dà più ispirazione.

Una volta scelta la tipologia di ricette che vuoi proporre, inizia a creare una lista delle prime che ti piacerebbe preparare e pubblicare online. Lasciati ispirare dalle food blogger e dai food blogger più famosi ma se decidi di copiarli fallo con stile: aggiungi un tuo piccolo tocco personale e poi citali sui social cosicché possano passare dal tuo profilo per un saluto o un commento!

Racconta di te oltre che del cibo che cucini

Pensaci un momento, cosa ti piace leggere online? Gli ingredienti e il procedimento, ma sicuramente anche gli aneddoti dietro alla preparazione della ricetta. Perché è stata scelta questa ricetta, se è collegata a un momento particolare dell’anno o della tua vita; se è legata a ricordi o a persone.

Racconta di te attraverso la tua ricetta, lasciati scoprire dai tuoi lettori e consenti loro di entrare nel tuo mondo!
Questo è anche uno dei consigli migliori per chi voglia già costruire una piccola community di fan: essere presenti, ascoltati, seguiti dalla persona che scrive è sempre fonte di grande intesa, affetto e soddisfazione!

Foto belle, foto vere

Cosa sarebbe una buona ricetta senza una bella foto? Forse questo consiglio sembrerà banale ma notiamo ancora molto spesso che chi pubblica online si accontenta di una foto fatta frettolosamente: sfocate, con uno sfondo non curato o dei colori che non sono in armonia fra loro. La bellezza del piatto conta molto più di quanto si immagini e non solo perché la torta, la lasagna o il muffin debbano per forza essere belli: anche la foto di un insuccesso è bella da vedere, ma deve essere ben curata!

Non lasciarci senza consigli!

Se decidi di iniziare questa avventura, non lasciare al caso le date di pubblicazione: cerca sempre di programmare la pubblicazione delle ricette con una cadenza e un ritmo regolari. Che sia una alla settimana o più, che sia una volta un primo, una il secondo e una il dolce, abitua chi ti segue e sii sempre coerente con le abitudini che crei.

Dopotutto lo diceva anche Il piccolo principe: una volta creata un’abitudine aumenta la gioia nell’attesa; ma se la gioia ritarda poi ci si sente abbandonati!

Sii te stesso/a

Ricapitoliamo: un bel sito web, una pagina su almeno due social, un tipo di cucina che ti rappresenti e… te stessa/o! Pubblica quello che ti piace di più, sii coerente con quello che scrivi, non abbandonare chi ti segue.

Non potrà che andare tutto per il meglio!

In questo periodo di accesso veloce alle informazioni, da diversi dispositivi e con una soglia di attenzione che si riduce inesorabilmente, come possiamo catturare l’attenzione altrui tramite i contenuti di cui ci occupiamo? Integrandole con infografiche, ossia con elementi grafici che hanno lo scopo di mostrare e illustrare informazioni e concetti.

I pro delle infografiche

Sia che si tratti di articoli, contenuti per siti o social ma anche del proprio curriculum vitae, le infografiche stanno ricoprendo un ruolo sempre più importante: soprattutto per rendere unico quanto vogliamo trasmettere. E per farlo bene, il contenuto deve davvero colpire!

Immediatezza e personalità

Piccolo esempio: preferisci leggere un testo unico, anche diviso in paragrafi, magari con qualche elenco puntato per fissare il concetto… oppure visualizzi, e ti ricordi meglio, tale concetto se è espresso anche con una grafica accattivante, colorata, strutturata?
Siamo sicuri che la risposta sia la seconda, e ti diciamo perché.

Quando leggi un infografica, l’accesso all’informazione contenuta è anzitutto più immediato: la nostra mente ricorda meglio le informazioni visualizzate in modo ben strutturato, affascinante e con personalità. Quando realizzi un contenuto grafico infatti traspare anche il tuo modo di essere, e in questo modo riesci a colpire maggiormente il lettore.

Efficacia: perfette per catturare l’attenzione del pubblico

Vi è mai capitato di prendere appunti su un block notes? Non scrivete soltanto le informazioni, ma le corredate di spazi fra le righe, frecce e asterischi rivolte ai concetti a cui sono collegati, e i più estrosi aggiungono anche qualche disegno.
E magari vi è capitato anche, a scuola o durante gli studi universitari, di scambiarvi gli appunti con altri compagni, perché i loro erano scritti meglio.

Questo succede poiché, quando integriamo al testo l’aspetto grafico, riusciamo a catturare meglio l’attenzione di chi ci legge.

Perfette da sole o come integrazione

Le infografiche quindi sono perfette per i contenuti web:

E ci aggiungiamo che, sono semplici da realizzare anche se non hai grandi capacità di grafica.
Tra le varie risorse gratuite, la nostra preferita è di sicuro Canva: questa splendida piattaforma consente di creare sia infografiche più semplici che più elaborate. Un altro strumento utile è Crello: anche in questo caso si tratta di una piattaforma online con registrazione gratuita, dotata di template e semplice da utilizzare.

I contro: attenzione alle infografiche fatte male

Ci sono dei contro? Beh almeno uno sì: attenzione alle grafiche fatte male!
Come già sapete, i contenuti di un sito sono fondamentali sia lato utente che lato indicizzazione: le infografiche sono contenuti, quindi dovrete dedicare anche a questa tipologia di elementi la giusta cura.

Attenzione soprattutto:

Non vi resta che provare!

Adesso che avete un’idea più chiara di cosa sia un’infografica e sul perché non dovrebbe mancare nei vostri contenuti, vi lasciamo alle vostre prove di realizzazione.
E se vi capita di non sentirvi sicuri sulle impostazioni o se magari avete bisogno di qualche consiglio sulla gestione dei vostri contenuti, contattateci per scoprire i nostri servizi di digital marketing!

Ami viaggiare, fotografare paesaggi, monumenti, strade ma soprattutto ami raccontare esperienze? Potresti creare un blog di viaggi!
Ci hai già pensato e qualcuno te lo ha già detto: fare travel blogging potrebbe essere perfetto per te.

Ma effettivamente, cosa serve per creare e gestire al meglio un sito dedicato ai viaggi?

Per fare travel blogging non basta viaggiare (e fare foto)!

Creare e gestire un blog prevede una base da cui partire: banalmente, scrivere bene, saper fare belle foto, saper arrivare ai lettori ed emozionarli.
Andiamo per ordine.

Cosa serve per raccontare un viaggio

Quando indichiamo che una delle basi fondamentali è rappresentata dal saper scrivere bene, non ci riferiamo solo alla scrittura in un italiano perfetto, ma anche a una scrittura orientata per il web e con un occhio particolare alle logiche della SEO.
Con questo non vogliamo scoraggiare chi non sa scrivere professionalmente, ma dare degli spunti prima di iniziare: quindi attenzione alle frasi troppo lunghe, ai tempi verbali e ai refusi.

Orienta la creazione di un contenuto strategicamente affinché possa intercettare parole chiave importanti, intenti di ricerca collegati e keyword correlate a esse.

Veniamo al secondo punto: le foto.
Che tu decida di fotografare con il tuo smartphone oppure con una Reflex, più o meno professionale, il tuo obiettivo è fare foto belle, con soggetti ben inquadrati e non banali: foto che riescano a comunicare qualcosa, oltre all’immagine impressa.

Bei testi e ottime foto rappresentano una perfetta premessa ma devi anche aver chiaro in mente cosa scrivere e come.

Come farlo bene: emozioni, informazioni, personalità

Sappiamo bene che ci sono una gran quantità di blog ispirati ai viaggi, così come ci sono moltissime guide più o meno celebri: quindi come distinguersi?
Anzitutto è importante decidere come vuoi scrivere di viaggi: quale aspetto ti affascina e ti emoziona maggiormente? Ci sono tipologie di viaggi che preferisci? Luoghi che ti ispirano?

Una volta individuato un primo filone di interesse su cui ti piacerebbe scrivere, inizia a considerare che un blog di viaggi non può (e solitamente non vuole) essere una mera riproduzione di una guida turistica: chi cerca un blog di viaggi cerca l’esperienza del/della blogger, cerca aneddoti, spunti, intuizioni personali. Chi ti cerca, cerca un racconto di viaggio!

Ricorda che l’arma più potente per catturare il pubblico è far sì che si possa identificare in ciò che legge: studia lo storytelling, le modalità con cui puoi raccontare di te e delle tue avventure per conquistare un pubblico affezionato.

Come crescere con un travel blog

Hai capito come scrivere sul tuo blog e come impostare la narrazione dei tuoi viaggi, quindi hai pubblicato il tuo blog: e adesso?

Lo devi curare con contenuti di qualità, con passione, costanza e organizzazione perché i blog ben fatti (e seguiti) non sono improvvisati.

Dopo aver chiarito la premessa, devi quindi creare un piano editoriale, cioè una scaletta di titoli e aspetti di cui vuoi parlare, indicando per ciascun contenuto una data di pubblicazione. E poi devi imparare a utilizzare e controllare gli strumenti che Google ti offre per gestire il tuo sito: ci riferiamo a Google Analytics e a Search Console.

Come monetizzare con un blog di viaggi

Quali sono le opportunità per te e il tuo blog? Diciamocelo, se ti fosse interessato solo scrivere, avresti aperto un diario e lo avresti riempito di parole.
Crei un sito anche perché vorresti averne un ritorno economico (o simil tale): se il tuo sito è fatto bene e se lavori con costanza su contenuti unici e di qualità avrai sempre più visite e un pubblico sempre più ampio.

Potrai quindi valutare di inserire banner pubblicitari, contenuti con affiliazioni, di scrivere per altri (su altri portali di viaggio per esempio) oppure di ospitare articoli altrui sul tuo sito.

Un viaggio parte sempre da una base a cui tornare: il tuo sito!

Abbiamo raggruppato consigli e spunti per voi che avete già un blog di viaggi o per voi che aspirate a diventare travel blogger: ovviamente avrete già un sito ben ottimizzato!

Se così non fosse o se non siete sicuri che sia stato fatto tutto a regola d’arte potrete sempre far affidamento sul nostro servizio di consulenza SEO!

Nello studio dell’inbound marketing uno degli step principali è rappresentato dall’individuazione del pubblico di riferimento perché dobbiamo sempre tenere a mente un concetto fondamentale: tutti non è un pubblico di riferimento accettabile!
Come trovare il pubblico allora? Identificando e comprendendo il target perfetto, suddividendolo in profili in base a caratteristiche specifiche.

Abbandoniamo l’idea di arrivare a tutti: la qualità del pubblico

Siamo stati abituati, da un certo tipo di marketing, alla necessità di arrivare a più persone a prescindere da quello che è il nostro progetto, il nostro prodotto o il nostro servizio. Noi stessi ci sentiamo, quasi sempre, inclusi in una sorta di pubblico unico, fra l’altro identificati non come persone ma come numeri che confluiscono in un totale.

Ma vogliamo di meglio per i nostri clienti: li vogliamo conoscere, vogliamo scoprire cosa gli piace di più e così portarli alla conversione.

Costruire le Buyer Personas: perché

Partiamo dal presupposto che nessuna campagna di comunicazione può colpire tutti, per diversi motivi: anzitutto nel tentativo di arrivare a tutti si rischia di sprecare tempo, energie e risorse. Tutti, come entità, non significa niente di preciso quindi è difficile riuscire a rendere la nostra operazione di marketing davvero efficace. È necessario piuttosto individuare non solo il nostro già pubblico, ma soprattutto il pubblico potenziale: ossia chi ancora non ci ha scelti.

Costruire le Buyer Personas: come procedere

Quindi, come procedere? Analizzando chi è già nostro cliente, proponendo all’occorrenza interviste e questionari, e ricercando chi lo potrebbe essere.
L’importanza dell’individuazione delle buyer personas è strettamente correlata alla volontà di far crescere il nostro business ed è direttamente proporzionale: meglio faremo questa parte di lavoro, meglio lavoreremo.

Per individuare le nostre Personas sono molto utili anche i dati reperibili tramite i Social Network, o i forum online. Anche solo leggendo le varie discussioni è possibile sia farsi un’idea del pubblico potenziale, che raccogliere moltissimi dati utili alla nostra ricerca: età, contesto lavorativo, contesto geografico, disponibilità economica, interessi e hobby.

Costruire le Buyer Personas: come crearle

Una volta raccolti tutti i dati necessari, si passa alla fase di creazione vera e propria, alla genesi delle Buyer Personas: la vostra BP è uomo o donna? Singolo o coppia? Famiglia giovane, allagata, atipica? Che lavoro fa? Dove abita? Quali sono i suoi interessi? Compra giornali, riviste, legge online?

Dategli un nome e, aiutandovi anche con le risorse online, create un avatar, un’immagine che individui le vostre Buyer e vi aiuti a lavorarci su!

Approfondire le Buyer Personas per distinguersi

Riepiloghiamo: avete raccolto dati dai vostri clienti e fatto ricerche online per scoprirne sul pubblico potenziale; avete analizzato le informazioni raccolte e creato il vostro target ideale, dandogli un nome, una storia e una vita.

Adesso arriva il bello: dovete distinguervi, rendervi utili rispetto ai numerosi competitor.
Per farlo, dovete agire su diversi fronti:

Mettiti in gioco

Adesso che hai capito che cosa sono le buyer personas e a che cosa servono non ti resta che provare direttamente.

Se hai qualche dubbio, sai che con il nostro team vai sempre sul sicuro per una consulenza personalizzata.

Quando inizia un nuovo progetto è necessario trovare un metodo per organizzarsi e anche per scambiarsi file o varie fonti con cliente e colleghi con i quali si sta collaborando.

Ma quale strumento utilizzare?

C’è chi sceglie la mail, con invio al cliente, tutti gli altri in copia e... conseguente caos derivante da chi non sa che deve utilizzare il tasto rispondi a tutti, anche se gli viene scritto.

Chi opta per la chat comune su whatsapp, più informale ma terribile da gestire: notifiche in ogni momento, che molto spesso sfociano in discussioni non inerenti al progetto, foto di gattini, meme, barzellette.

Non fateci nominare Facebook messenger: ci sono ancora gruppi nei quali ci ritroviamo e che non abbiamo frequentato (o letto, mai).

Poi c’è Slack.

Slack: come abbiamo iniziato a usarlo e come si è dimostrato utile.

Quando abbiamo iniziato a utilizzare questo strumento, stavamo lavorando a un progetto che coinvolgeva una decina di persone con diversi ruoli.

Avevamo la necessità di condividere file, documenti in cloud e foto, oltre agli aggiornamenti sull’avanzamento del progetto e anche di poter accedere e ritrovare velocemente tutti questi elementi. Slack è riuscito a rispondere a tutte queste esigenze con semplicità.

Come funziona Slack?

L’accesso è previsto via email e non con il numero di cellulare: primo punto a favore di uno strumento nato per essere utilizzato come chat aziendale. Dopotutto, non è detto che tutti si conoscano personalmente e/o abbiano intenzione di condividere il proprio numero di telefono personale.

Si può accedere sia da mobile, con APP dedicata, che da desktop: registrandosi direttamente o tramite l’invito di un altro utente (le istruzioni del caso ci vengono, ovviamente, inviate via email).

All’accesso, saremo iscritti a un primo channel, ossia a un gruppo; potremmo poi creare canali sia pubblici che privati e ovviamente chattare direttamente con un solo utente.

I file e la funzione ricerca

Come ogni buona applicazione di messaggistica, Slack consente il trasferimento di file, allegandoli alla conversazione, sia dalla memoria del pc/smartphone che da Google Drive: consente inoltre di creare direttamente documenti di Drive dalla chat, scegliendo anche un account Google diverso da quello inserito per la registrazione allo strumento (e ovviamente notificando la richiesta, via email).

Il box ricerca inoltre è estremamente comodo e si accompagna alla funzione attività e al pin: è possibile infatti appuntare un messaggio di un utente, con una stellina come per i preferiti di Google. In questo modo sarà possibile recuperare quel messaggio con un semplice click. Pratico, no?

Gratis o a pagamento: scopriamolo

Slack quindi ci ha aiutato nella realizzazione del nostro progetto semplificandoci la vita, e il lavoro!

È possibile iscriversi con un account gratuito, con caratteristiche di tutto rispetto: ricerca limitata a soli diecimila messaggi, possibilità di integrare fino a 10 servizi o APP, abilitazione alla video chiamata con un solo utente. Fra gli account a pagamento, possibilità di integrazioni illimitate, chiamate di gruppo e persino supporto 24 ore su 24.

Non ti resta che provare!

Con tutte queste caratteristiche, siamo certi che tu abbia voglia di provare questo strumento: non resta che augurarti buon lavoro e ricordarti che se dovessi aver bisogno di una consulenza da parte nostra, una volta organizzato tutto, sul tuo progetto, sulla tua strategia, sul tuo sito, non ti resta che dare un’occhiata ai nostri servizi e da re nuova vita al tuo sito web!

Il tuo sito racconta chi sei all’interno del vastissimo panorama di Internet: deve rispecchiarti, essere graficamente bello da vedere e funzionale, ottimizzato per i motori di ricerca e responsive per l’utilizzo sia da pc che da mobile.

Con questo articolo vogliamo aiutarti a capire se stai andando nella giusta direzione, o se è arrivato il momento di rifare il tuo sito, e se è ancora in preparazione ti consiglieremo la strada migliore da percorrere in 5 punti.

Usabilità del sito: l’utente sa cosa (può) fare e dove farlo?

Iniziamo dal principio: com’è organizzato il tuo sito? Creare e organizzare una sitemap funzionale e accessibile è il primo aspetto da considerare quando si valuta come ottimizzare la user experience. Ricordi la regola del 3? Dovrebbe essere possibile arrivare a ogni parte del sito con massimo tre click: prova a fare un check con il tuo sito per verificarlo.

Se così non fosse, almeno l’utente riesce a capire cosa è possibile fare sul tuo sito e dove cliccare per farlo? Sembra una banalità ma fin troppo spesso vengono messi on-line siti dove non è chiaro persino l’argomento: se non è chiaro all’utente non è chiaro a Google. Se non è chiaro a Google chi mai lo troverà?

Comunicare coerentemente: lo stai facendo bene?

Dopo aver analizzato lo schema del sito, in secondo luogo è buona norma uniformarne i contenuti affinché l’utente possa ritrovare sempre la stessa modalità di comunicazione e il medesimo tono di voce. Con tono di voce si intende il modo con cui una persona o un’azienda comunica la propria personalità, in questo caso attraverso i testi: per questo è importante individuarlo in modo da utilizzarlo in una comunicazione che ti rappresenti in tutto e per tutto.
Il messaggio che arriva all’utente non può essere casuale, ma deve essere quindi studiato, omogeneo e coerente con il tuo modo di comunicare.

Ti hanno trovato, come ti contattano?

Riepiloghiamo: hai aggiornato la mappa del tuo sito affinché sia facilmente usufruibile dall’utente (e dai motori di ricerca), hai uniformato i tuoi testi poiché ti rispecchino e la tua comunicazione risulti coerente ( così come la tua professionalità): hai lavorato anche sulla pagina contatti?
L’utente che vuole contattarti, che mezzi ha a disposizione? Oltre alla solita pagina, con la mappa per raggiungere la sede, il numero di telefono, l’e-mail e magari un bel form dedicato, hai previsto una chat?
Valutare di inserire una finestra di assistenza online, è utile per interfacciarti più velocemente con i tuoi utenti: potresti considerare anche una chatbot, magari con risposte preimpostate che siano divertenti e, perché no, accattivanti e ovviamente utili all’utente.

Non dimenticarti dei collegamenti ai tuoi profili social.

Monitoraggio: cosa fanno gli utenti sul tuo sito?

Sai che è possibile sapere che cosa fanno gli utenti sul tuo sito, monitorando i click e le azioni, nonché i motivi per cui lo abbandonano (quando capita, perché capita)? Tra gli strumenti disponibili per limitare quella che in gergo tecnico viene chiamata la frequenza di rimbalzo, ossia la percentuale di utenti che arrivano sul sito e che dopo anche un solo click ne escono senza ulteriori azioni, te ne vogliamo intanto nominare tre: tag manager, le heatmap (le mappe di calore) e gli strumenti di Google Analytics.

Non è possibile ovviamente improvvisarsi esperti di questi strumenti, ma potresti parlarne con il tuo webmaster per capire quale scegliere.

Contenuti adeguati: sii utile per i tuoi utenti

Ultimo aspetto da considerare, ma non per ordine di importanza, è quello relativo ai contenuti: abbiamo già analizzato la necessità di crearne di uniformi e coerenti con il nostro modo di comunicare. Altrettanto importante è l’aspetto del valore di tali contenuti: non solo devono essere ben scritti ma devono essere utili agli utenti.
Dovresti analizzare l’intento di ricerca di chi arriva (o dovrebbe arrivare) sul tuo sito: qual è il motivo per cui gli utenti cercano il sito e/o le parole chiave a esso collegate?
Hai creato contenuti di valore che davvero rispondano alle richieste dell’utente, o hai creato contenuti solo per il motore di ricerca?

Sai che gli algoritmi di Google vengono continuamente aggiornati e migliorati per fornire all’utente un’esperienza di reale valore, offrendo, come risposta alla sua ricerca, contenuti che davvero gli servano a rispondere alla sua richiesta?

Ecco, se non lo sapevi e se fino a ora non hai affrontato questa tematica non è troppo tardi: ti consigliamo però di correre velocemente ai ripari!

Ricorda: sii raggiungibile, utile, rispondi coerentemente agli utenti. Solo in questo modo arriveranno sul tuo sito, lo utilizzeranno e ritorneranno!

Vuoi ricevere un'analisi del tuo sito web? DAI UN'OCCHIATA AI NOSTRI SERVIZI SEO

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Cosa si intende per responsive design?

Il design responsivo, o responsive design, è l'adozione di una serie di tecniche di programmazione capaci di rendere fruibile un sito web o un e-commerce anche attraverso dispositivi elettronici diversi dal normale personal computer, tipicamente tablet e smartphones.

Se non hai mai sentito parlare di responsive design ti converrà continuare a leggere questo articolo perché il tuo sito web non può permettersi di farne a meno.

Il responsive design si contrappone alla tecnica tradizionale utilizzata per i dispositivi mobili, che consiste nella realizzazione di due siti differenti, uno destinato al desktop e l'altro adatto ai display di piccole dimensioni. Le due versioni sono visibili in base al dispositivo tramite il quale si interroga il portale, ma entrambe dipendono da un unico database e presentano informazioni comuni.

Il responsive design, a differenza di quest'ultima soluzione, non impiega due versioni distinte dello stesso sito ma lavora sulla caratteristica CSS necessaria a soddisfare contemporaneamente due o più display di proporzioni differenti pertanto, grazie a tale tecnologia, un unico sito riesce ad adattarsi al dispositivo tramite il quale lo si interroga, offrendo un'esperienza online ottimale.

Come funziona questa particolare tecnologia?

La praticità e la versatilità di questa soluzione sempre più diffusa sono dovute ad una caratteristica specifica propria delle CSS, denominata Media Query. Questa stringa è in grado di richiamare gli attributi necessari all'ottimizzazione del sito e delle sue pagine a seconda delle dimensioni del display sul quale il sito viene visto, ad esempio, un sito composto da tre colonne affiancate le une alle altre e leggibile soltanto attraverso uno schermo sufficientemente ampio come quello del computer, nel caso in cui venga realizzato attraverso le tecniche del responsive design, potrebbe godere di una versione capace di renderlo perfettamente leggibile anche attraverso il display di uno smartphone, ordinando le colonne una sotto l'altra.

Quanto conviene utilizzare il responsive design per il proprio sito?

È molto importante disporre di un sito web responsive qualora si vogliano incrementare visibilità e traffico. Uno studio recente ha evidenziato come la maggior parte degli utenti (il 61%) che navigano un portale non ottimizzato per dispositivi mobili non vi fa più ritorno. Questo perché ad oggi gli smartphone sono lo strumento più utilizzato in assoluto per connettersi al web.

Chi non vuol perdere una fetta importante dei propri guadagni deve assolutamente dotare la propria attività online di un sito web responsive.

Ad oggi sono tantissime le aziende che si sono già dotate di un sito web responsive, in grado di migliorare nettamente l'esperienza online dei propri utenti. Al di là degli ovvi vantaggi che offre ai propri utenti, esistono benefici importanti anche per l'azienda che decide di affidarsi al responsive design: Google infatti, a partire dal 21 Aprile 2015, ha aggiornato nuovamente il proprio algoritmo per premiare ancor di più i siti capaci di offrire un'esperienza online soddisfacente, gratificandoli in termini di posizionamento sulle ricerche da mobile, a differenza di quelli che non hanno ancora provveduto a migliorare la navigazione tramite tablet e smartphone (Qui trovi il comunicato ufficiale).

Sebbene tale mancanza non incida direttamente sul ranking generale del portale, Google premia le pagine di ogni sito che risultano già ottimizzate, migliorandone il relativo page rank. Grazie al responsive design è infine possibile utilizzare un URL univoco e beneficiarne anche in termini di SEO, al contrario di quanto concesso da due siti distinti ottimizzati per altrettanti display.

Uno degli ostacoli più difficili da aggirare fra tutti quelli che si frappongono fra un'azienda ed un sito web responsive resta il budget: è inevitabile, infatti, che un sito costruito in questo modo, molto più complesso rispetto ai propri omologhi non ottimizzati per dispositivi differenti, costi di più tuttavia, sebbene il budget inizialmente possa risentirne, è assolutamente lecito affermare che valga assolutamente la pena affrontare una spesa del genere, essendo questo un investimento facile da ammortizzare grazie ai benefici in termini di guadagni derivanti dal raggiungimento di una maggior visibilità e di un numero molto più elevato di conversioni e vendite.

Vuoi sapere se il tuo sito web o e-commerce è dotato di un design responsive? Facilissimo, basta usare l'apposito tools che Google mette a disposizione a questo indirizzo.

Hai scoperto che il tuo sito non è pronto? Contattaci per un preventivo gratuito.

Come qualsiasi attività, online o offline che sia, anche il web ha i suoi obblighi di legge che vanno rispettati per non incorrere in sanzioni...anche piuttosto salate; avendo trovato online solo poche informazioni "fumose" o imprecise ho deciso di scrivere la mia guida personale, sperando di aiutare chi si avvicina per la prima volta al mondo web.

Le informazioni necessarie variano a seconda della tipologia di azienda o dell'attività svolta: mentre le Partite Iva e le società di persone hanno iter più snelli, le società di capitali e gli e-commerce hanno bisogno di più informazioni. Ecco la lista completa:

Siti aziendali di società di capitali

Dati necessari per SpA, SapA, Srl ed Srls

Le società di capitali sono obbligate a pubblicare informazioni legali nei propri scritti, comprese le e-mail, i siti web aziendali e i profili social. Fra i dati che devono essere pubblicati vi sono:

Siti aziendali di società di persone

Dati necessari per SS, Snc, Sas

Le società di persone hanno come unico obbligo quello di indicare la Partita Iva nella home page del loro sito, a prescindere da quale sia lo scopo dello stesso.

Per le società di qualsiasi tipo

Tutte le aziende e le imprese costituite in forma societaria hanno anche l'obbligo di legge di dotarsi di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

L'indirizzo PEC dev'essere comunicato al Registro delle imprese, qualora la tua azienda ne sia sprovvista puoi indicare l'indirizzo di uno studio professionale (ad esempio il tuo commercialista) o di un'altra azienda collegata o sussidiaria. Anche l'indirizzo di posta certificata dev'essere presente e ben visibile sul sito web aziendale.

Consenso al trattamento dei dati personali

Qualora l'azienda, tramite il proprio sito web, profili social, newsletter o altro richieda i dati personali dell'utente, ad esempio nei form da compilare per richiedere informazioni, deve richiedere sempre un consenso informato. Quest'ultimo in genere riporta la normativa sulla tutela della privacy e l'utente deve espressamente accettare di cedere i propri dati all'azienda ed autorizzarla ad utilizzarli e trattarli.

Il trattamento dei dati personali infatti è concesso dalla legge solo su consenso esplicito dell'interessato. All'utente dev'essere quindi sempre sottoposta un'informativa sulla privacy che contenga:

Utilizzo dei cookies

Anche l'utilizzo di cookies deve essere sempre notificato. I cookies permettono infatti di memorizzare i dati di navigazione e conoscere le abitudini sul web degli utenti o dei clienti e questi ultimi hanno il diritto di decidere se permettere all'azienda o meno di accedere a tali informazioni.

Informativa privacy e informativa cookies devono essere ben visibili su tutti i siti aziendali che, per qualsiasi motivo, trattano i dati web dei propri clienti o di chi semplicemente accede al sito durante la navigazione.

Se l'utilizzo dei cookies è essenziale per il corretto funzionamento del sito web e per il suo accesso l'utente deve comunque esserne informato e deve essergli data la possibilità di allontanarsi dal sito senza che i suoi dati siano stati acquisiti. Anche in caso questi dati vengano utilizzati per la semplice profilazione, anche in modo anonimo, l'utente deve esserne informato.

Email marketing e spamming

Per inviare ad un indirizzo email pubblicità di prodotti o servizi è prima necessario ottenere il consenso dell'intestatario dell'indirizzo email, anche quando l'indirizzo email è considerato di pubblico dominio o disponibile sul web.

Inviare email pubblicitarie a chi non ha espressamente dato il proprio consenso a ricevere questo tipo di comunicazioni può costituire un illecito civile, ovvero lo spamming, ed anche un grave reato penale, per il trattamento ed uso illegale dei dati personali.

È bene sottolineare che questo avviene anche quando l'interessato ha reso pubblico il proprio indirizzo, ad esempio pubblicandolo sul suo profilo di un social network o stampandolo sui biglietti da visita, ma non ha espressamente autorizzato l'azienda ad inviargli materiale pubblicitario.

E-Commerce

Tutte le aziende che svolgono attività di commercio elettronico, devono pubblicare gli estremi del venditore (domicilio o sede legale compresa posta elettronica), il numero di iscrizione Rea o Registro Imprese e l'indicazione dell’autorità competente in caso di attività soggetta a concessione, licenza o autorizzazione.

Sanzioni

Eccoci nella parte più dolora e molto più frequente di quanto si pensi.

Per il mancato rispetto della legge sono previste sanzioni pecuniarie che vanno dai 206 ai 2.065 euro per la mancata pubblicazione delle informazioni societarie e dai 6.000 ai 36.000 euro per il mancato rispetto della privacy degli utenti; la sanzione può inoltre arrivare a 126.000 euro in caso di raccolta illegittima di dati sensibili.

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